Iniziare a fare impresa

Si può inventare un lavoro quando non c’è? Si deve. Questa è la regola per chi vuole emergere e incominciare a fare impresa.

Non ci sono dei segreti da conoscere per capire che se le cose non vanno è meglio darsi da fare e riscoprire se stessi.

In realtà, qualcuno ha già cominciato. Sono i giovani che sfruttano le competenze acquisite e che decidono di mettersi in proprio. Vengono chiamati EET, acronimo inglese di employed-educated and trained.

Oltre i giovani occupati ci sono anche coloro che pensano con ottimismo a voler fare impresa, ma non sanno da dove cominciare.

Perché per avviarsi nel mondo del lavoro in piena autonomia è necessario incominciare a ragionare da vero imprenditore.

In questo articolo spiegheremo cosa conta e come fare impresa. Se sei arrivato a leggere fino a questo punto, vuol dire che non ti manca la voglia di puntare in alto.

Ciò che conta: tre punti

I giovani italiani che si rimboccano le maniche sono il 30,4%. Le nuove imprese nate nel 2017, dette altrimenti “Start Up” formate principalmente da under 35 sono in aumento del 6,1%, in un solo anno rispetto al 2016.

Chi vuole mettersi in proprio, pertanto, deve prendere spunto dai giovani EET: ovvero, avere spirito d’impresa.

  • Lo spirito d’impresa è ciò che conta prima di tutto. Puoi essere bravo in un mestiere, ma per il mercato non basta la bravura. Perché con il solo talento non si lavora, quindi non si vende. Bisogna essere bravi a creare o trovare un mercato. Cioè sapere vendere oltre a saper fare.
  • Mettersi in discussione. L’innovazione tecnologica e la rapida diffusione delle informazioni digitali ci permette di avere, senza dubbio, dei vantaggi da sfruttare. Imparare sempre cose nuove e aggiornarsi continuamente.
  • Essere elastici. Avere una mentalità snella e flessibile dinanzi alle criticità, senza perdersi d’animo. Cominciare ad affinare le proprie competenze e sfruttare le risorse che si hanno dando un personale apporto lavorativo.

Le aziende si adattano

In periodi più critici, come oggi a causa della diffusione del coronavirus, le aziende sanno adattarsi. Chi non lo fa è fuori.

La prassi del lavoro in sede o in ufficio è ormai superata. Si lavora da casa quando occorre.

Il lavoro agile, conosciuto comunemente come smart working, è la prova che il mondo imprenditoriale non sfrutta questioni allarmanti per fare una insensata serrata delle attività.

Una nuova situazione, anche se delicata, può portare serie opportunità di crescita per chi opera nel mondo aziendale. Soprattutto se utilizza lungimiranza e prudenza.

Ciò che serve

Non può mancare la capacità di sapersi vendere. Insomma, fare self marketing: seguire il principio che si applica quotidianamente con le persone quando si deve convincere qualcuno a fare qualcosa.

Fare imprenditoria richiede, inoltre, una buona dose di ottimismo per non lasciarsi travolgere dalle avversità.

Si richiede tenacia per sapere affrontare con coraggio le scelte. E pazienza senza disperarsi, facendo esperienza dei consigli di chi ce l’ha fatta. E in ultimo, una capacità di leadership per mantenere solido il gruppo di lavoro. Così fanno anche le startup che ci riescono.

Noi di Base sappiamo cosa significa fare impresa. Affidati a noi se vuoi cominciare a metterti in proprio.

Spunti estratti dal libro “Il lavoro? Me lo invento”.