Startup e imprese: conviene adesso?

Dopo la prima emergenza sanitaria, l’Italia tenta di tornare alla normalità.

Il Paese è entrato in una fase di convivenza con il virus, ma non può fare a meno di conteggiare i danni subiti dall’economia nazionale: Pil in contrazione record, occupazione a rischio, disparità sociali più accentuate, diminuzione dei consumi.

Un quadro per niente positivo, ma che introduce segnali di ripresa. Molte aziende stanno reagendo, ampliando il loro target di mercato e riorganizzando le attività lavorative.

Questo potrebbe essere il momento giusto per progettare un piano B. Di trasformare un’idea in un’impresa, mettendo a frutto le proprie competenze e sfruttarle per creare una vera e propria opportunità occupazionale.

Lo scenario

1 milione di disoccupati? No. Meglio 1 milione di nuovi imprenditori.

Perché in Italia l’imprenditoria emerge costantemente. Nel nostro territorio prevalgono le imprese di piccole dimensioni: siamo i primi in Europa per numero di Pmi presenti sul territorio.

Realtà imprenditoriali che prima della serrata generale di marzo mostravano risultati e capacità di crescere. Mentre adesso stanno attutendo il colpo per sopportare la crisi e ripartire.

Poi ci sono, ad esempio, le 1.000 imprese champion, che hanno fatto registrare le migliori performance tra il 2010 e il 2018, incluse anche 20 big che producono fatturati tra i 500 milioni e il miliardo di euro.

In generale, prevale l’esigenza di salvaguardarsi e migliorarsi. Molte aziende puntano sul proprio capitale umano, poiché rimane principale, nella percezione dei potenziali lavoratori, beneficiare di un’atmosfera di lavoro piacevole insieme a una retribuzione equa.

Come reagiscono le imprese?

  • Il 61,0% ricorre o ricorrerà ai finanziamenti previsti dal DL liquidità;
  • Il 73,8% ha riaperto totalmente (in aprile il 29,7);
  • Il 29,2% dipendenti in telelavoro.

Molte imprese hanno adottato alcuni accorgimenti necessari per la ripresa:

  • Il 23,3% ha ridotto i costi;
  • Il 19,1% ha ampliato il target di mercato;
  • Il 20,5% ha consolidato lo smart working e riorganizzato le attività.

Avviare una startup: si può?

Diciamo pure che le startup in Italia crescono:

  • sono 11.535 le realtà iscritte al Registro delle Imprese innovative;
  • +324 nel primo trimestre 2020;
  • +351 dal primo al secondo semestre;
  • il 73,1% fornisce servizi alle imprese nella produzione software, R&s, servizi di informazione;
  • l’8,1% di tutte le imprese innovative nei servizi alle imprese è una startup.

Può sembrare assurdo, ma il contesto è favorevole per favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali. Non in tutti i settori però, perché non tutti possono rispondere allo stesso modo ai bisogni più attuali.

Meglio puntare al digitale. La nuova era tecnologica permette di varcare importanti frontiere occupazionali e di avere costi bassi per iniziare.

Il Fondo per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione (nel Decreto Rilancio) ha messo numerose risorse economiche a disposizione, che verranno erogate anche da nuovi soggetti, come venture capitalist, incubatori e altri.

Tecnologia e digitale possono trainare seriamente la ripresa economica, favorendo la nascita di nuovi imprenditori.

Noi di Base ci occupiamo di accompagnare in ogni fase chi vuole fare impresa. Contattaci per saperne di più.

Fonte: Millionaire, settembre 2020.